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  • Plexi3

    Passione, energia, rinascita. Il numero 3 e la sua espressione geometrica: il Triangolo.

    La perfezione del numero 3 risale ai tempi della scuola pitagorica, per i cinesi rappresenta la totalità cosmica: cielo, terra , uomo.

    Da tutte le civiltà e nel corso di tutte le epoche al numero 3 sono stati attribuiti diversi significati: credenze, miti, simbologia.

    Basti pensare al Medioevo, alla Divina Commedia ove Dante Alighieri fa del numero 3 e dei suoi multipli la struttura portante e simbologica dell'opera intera.

    Renato Zero cantava [...il triangolo no, non lo avevo considerato...]. La prima relazione fondamentale della vita di un essere umano è un triangolo: madre-figlio-padre, alla quale sono legate poi tutte le altre relazioni secondarie. C'è sempre di mezzo l'uno conteso da altri due: in amicizia, in amore, al lavoro, in famiglia. Paradossalmente e contemporaneamente il 3 è fonte di squilibrio e di armonia.

    Tre punti uniti tra loro da linee che si intrecciano, si scontrano, si intersecano, creano spazi a volte vuoti, altre pieni. Scandiscono la superficie: si ripetono, si riflettono, si specchiano nello spazio e definiscono il corpo, la texture.

    Sono legami: essi inspiegabilmente ci vincolano in una performance in cui l'uno è il complementare oppure l'esatto opposto dell'altro.

    Forti, deboli, nuovi, antichi, sfidano la distanza, il tempo, la ragione, poichè appartengono all'istinto: sono Emozione, Cuore.

  • Mythos
    “Per la sua bellezza e per la sua fecondità gli Dei si contendono il possesso della città.” Cit. Polibio

    Leggenda, credenza, realtà. Un Mito

    Ottone e Acciaio, nella loro semplice povertà raccontano una leggenda lontana, viva ancora nella tradizione e nei luoghi partenopei. La bellezza, la sete di saggezza, l’irruenza, la natura, la distruzione, la rinascita, la vita, l’amore.
    I cabochon , i cristalli nelle nuance del Mediterraneo, il blu notte del Lapislazzuli, l’azzurro, il verde e ancora i rossi magmatici del corallo ed il nero della pietra onice ricordano la natura sinuosa, ruvida e primitiva del paesaggio partenopeo.

    Il plexiglas e gli scarti di pelle per reinterpretare e rendere attuale 
    Sapienza e unicità artigianale incontrano la precisione tecnologica del taglio laser.
    Le forme con spontanea prepotenza si sviluppano ergonomicamente, intorno alle dita, ai polsi.
    Un corpo sinuoso, lunghi capelli che morbidi fluttuano e quasi ricordano le montuosità del Vesuvio, la coda che diventa piuma.
    Metà pesce, metà uccello. Una duplice visuale che lascia spazio alla fantasia ed all'immaginazione.
    La leggenda, la tradizione di Napoli, si riflettono nel vivere quotidiano. Napoli, perla del Mediterraneo, vuole che la sua fondazione e la sua morfologia siano legate alla mitologia greca della Sirena Parthenope.
    Tre Sirene, tre Sorelle. Partenope, la più bella e saggia delle tre, dal suo scoglio, dove oggi si erge il meraviglioso e storico Palazzo Donn'Anna,
    guardava e ammirava l'intero Golfo di Napoli.
    La leggenda vuole che, rifiutata da Ulisse, secondo l'Opera Omerica, disperata si lascia andare tra le onde del mare fino a morire sullo scoglio dove oggi si erge Castel dell'Ovo.
    “Parthenope non è morta. Parthenope non ha tomba, ella vive, splendida, giovane e bella, da 5000 anni, corre su i poggi, sulla spiaggia. È lei che rende la nostra città ebbra di luce e folle di colori, è lei che fa brillare le stelle nelle notti serene…quando vediamo comparire un’ombra bianca allacciata ad un’altra ombra, è lei col suo amante, quando sentiamo nell’aria un suono di parole innamorate è la sua voce che le pronunzia, quando un rumore di baci indistinto, sommesso, ci fa trasalire sono i baci suoi, quando un fruscio di abiti ci fa fremere è il suo peplo che striscia sull’arena, è lei che fa contorcere di passione, languire ed impallidire d’amore la città. Parthenope la vergine, la donna non muore, non muore, non ha tomba, è immortale…è l’amore!” Matilde Serao (scrittrice napoletana)
  • Napolì
    "Napule è 'nu paese curioso: è 'nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente cà senza cuncierto scenne p’è strade e sape recità" Eduardo de Filippo 

    Napoli è fare un viaggio senza bagaglio. La si vive nudi, non da turista, ma da viaggiatore. Ti veste nei vicoli, col saluto sincero, il sorriso del commerciante, l’odore penetrante del pesce, il sole cocente anche a Dicembre, la lingua non scritta.

    Qualcuno ti offre ‘na tazzulell e cafè.

    I tuoi piedi si confondono tra decine di piedi. E intanto all’orizzonte il cielo e il mare si promettono eterno amore. La città della metamorfosi. Non ha passato nè presente. Napoli è. E nulla le somiglia. Al suo interno si perdono realtà e fantasia. 

    Un teatro senza maschere. Va in scena la quotidianità. La sera le luci si spengono, ma lo spettacolo continua.
  • Ginco

    "Quando cammini, non girare la testa; quando parli,non aprire la bocca; quando siedi non muovere le ginocchia; quando sei in piedi, non agitare le vesti; quando sei felice non ridere forte; quando sei arrabbiata non alzare la voce."

    Quella cinese è una donna che non somiglia ad altre, eppure in quella pelle candida come la porcellana, quegli occhi pudici ma sicuri, quelle labbra rosse e quei capelli raccolti, ci si può trovare tutto il mondo.

    Ginco è un modo di celebrare la cultura e il riscatto femminile di un mondo, come quello Orientale, dove la sensualità è spesso sinonimo ancora di sottomissione.

    Leggerezza, sogno, seduzione, mistero. Il fascino antico, ma sempre moderno del lontano Oriente. I luoghi incontaminati, il profumo puro della natura, l'atmosfera eterea, gli sguardi.

    "Tutto ha uno spirito e una vita propria degna di rispetto."

    Il Ginkgo Biloba, simbolo di eterna rinascita è qui sospensione del tempo e dello spazio, la forza dell'immortalità, la voglia incessante di rinascita tipica dell'essere umano, di cadere e rialzarsi, mai stanco di ricominciare.

    Convivono qui estro ed eleganza, novità e ricercatezza, sofisticata sensualità e malizia, seduzione e femminilità. La freddezza e l'essere inerme del Plexiglass prende vita con il calore delle pietre naturali di Giada, creando un mix eclettico.

  • Libero

    "I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria ha il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l'imprevedibilità." Jean Paul Sartre

    Libero è una limited edition, morfologicamente molto semplice ed essenziale. Chiara ed inequivocabile, come il messaggio che vuole trasmettere: la cultura come fonte di libertà mentale, per affinare l'intelletto e deliziare lo spirito

    La cultura, intesa nello specifico della lettura, permette di uscire dalle gabbie mentali: leggere parole leggere per esplorare luoghi sconosciuti, dove fantasia ed immaginazione rendono possibile l'impossibile.

    La lettura non è solo fonte di arricchimento e conoscenza, è anche cultura, curiosità, futuro. Gli occhi leggono e la mente contemporaneamente viaggia. Essa è conoscere la propria storia, entrare in contatto con le proprie radici. Dalle favole alla letteratura, dai romanzi adolescenziali ai grandi classici, dalle riviste di moda ai magazine di arte.E poi ancora avventura, fantasia, attualità, scienza. Una sorta di bagaglio infinito da cui attingere, che accompagna l'essere umano nel suo percorso di vita.

  • Felix

    "La Campania per la sua fecondità, detta felice, fu con maggior lode chiamata felice e amena. Era l'amenità propria della Riviera  del suo mare: la fecondità dei suoi campi fra terra." Camillo Pellegrino


    La Campania, per il suo clima mite, le acque del Volturno e la presenza dei vulcani, delle loro ceneri, é considerata terra fertile per eccellenza. L' UOVO da SIMBOLO COLLETTIVO di fertilità diventa SEGNO PECULIARE e caratterizzante.
    La sua fragile forza lo rende geometricamente perfetto, in grado, secondo Publio Virgilio Marone,di sostenere Castel dell'Ovo e la città partenopea. Legato, attraverso il simbolo della gallina, alla mitologia greca della Sirena Parthenope, di cui Omero narra nell'Odissea.

    Pietra di onice in ricordo della pietra lavica, Corallo tipico della tradizione torrese e un UOVO che da solo racconta tante storie.

  • AMOUR 3D Print Collection
  • GIO - SOTICI